Da bambino ho sempre avuto un’attrazione enorme verso le carte da gioco. Ho sempre amato le carte francesi e le loro figure, tanto che fin da piccolo il mio primissimo hobby sono stati i giochi di prestigio. Ho imparato grazie ad essi a maneggiare e conoscere le carte. Ho iniziato ad interessarmi ad esse e al significato delle figure per via dell’effetto potente che esse hanno sulle persone e sul pensiero.

Un giorno leggendo un libro di magia, ho scoperto che con le carte era possibile fare dei semplici giochi di divinazione, ossia ho scoperto che con le carte era possibile predire il futuro e la cosa mi incuriosiva, così’ ho iniziato a leggere il futuro alle amiche di mia madre. Non l’avessi mai fatto, non solo le predizioni si rivelavano esatte, ma nella mia ingenuità e sincerità di bimbo, a volte predicevo delle cose non belle per chi mi faceva delle richieste, e puntualmente sembravo azzeccare la previsione.

Inutile dire che questo a breve avrebbe suscitato le ire di mia madre, che informata su queste mie capacità insospettabili, mi tolse le carte dalle mani e mi disse di non fare mai più una cosa del genere. Io le promisi di si.

Fortunatamente, non sono mai stato un bambino così ubbidiente!  😉

Sono passati anni e sebbene sia sempre stato amante delle carte non avevo approfondito più le loro funzioni divinatorie. Nel frattempo mi sono interessato di ipnosi e molte altre cosette interessanti, soprattutto mi sono messo a studiare, spinto sopratutto dal mio forte interesse per l’ipnosi e l’arte, tutto ciò che era legato all’inconscio e al suo funzionamento, e alla struttura dei simboli. Compresi che il simbolo era una chiave per poter aprire le serrature che davano l’accesso ai tesori racchiusi nel nostro inconscio. Questo mio interesse mi ha portato ad avvicinarmi al grandissimo psicanalista Carl Gustav Jung, personaggio che ho sempre stimato profondamente e sentito vicino a me come fonte d’ispirazione.

Ho scoperto che Jung ha studiato approfonditamente i tarocchi come mezzo per entrare in contatto con l’inconscio piuttosto che come metodo divinatorio, attraverso l’uso dei simboli. La profondità dell’analisi di Jung, che si rifaceva anche alla mitologia (altra mia grande passione) e all’iconografia alchemica, mi ispirò per riprendere di nuovo in mano i tarocchi, altro elemento che ho sempre amato, e per riprendere a studiarli stavolta non come mezzo per divinare, ma come mezzo per conoscersi, e conoscermi dentro. Man mano che approfondivo questo argomento, tramite un amico ho conosciuto Alejandro Jodorowsky, personaggio e individuo che considero un maestro geniale e poliedrico. Egli partendo da Jung, aveva utilizzato i tarocchi come metodo per risolvere i problemi delle persone all’interno del suo approccio psicologico. Trovai il tutto ancor più interessante e mi misi a studiare anche il lavoro di Jodorowsky. Nel frattempo ripresi a fare le letture. Frequentando seminari su alchimia, simbolismo, numerologia, compresi che i tarocchi erano una sorta di codice che permette di decifrare qualsiasi tipo di situazione, infatti nei tarocchi mi sono accorto che c’erano riferimenti all’alchimia, all’astrologia, alla mitologia, alla psicologia del profondo, alla cristianità, e molte altre religioni. Nei tarocchi c’era scritto davvero di tutto, bastava sapere come leggerli trovando la chiave. Facendo una lettura ad una ragazza, compresi che con i tarocchi era anche possibile poter leggere le vite precedenti delle persone e la cosa mi illuminò. Mi sono chiesto che altro tipo di informazioni fosse possibile ottenere tramite esse, e che cosa sarebbe successo se avessi usato altri tipo di mazzi, dato che i tarocchi non sono gli unici che è possibile trovare.

Entrai in contatto con il lavoro degli oracoli angelici di Doreen Virtue, e compresi che alcuni mazzi potevano essere più specifici e adatti per poter lavorare su alcune situazioni o rispondere ad alcune domande.

L’ultimo passo di questo percorso, come in tutti i viaggi dell’eroe che partono da un punto per tornare all’origine, un po’ come l’alchimista di Paulo Coelho, è stato il ritorno alla magia, stavolta non inteso come giochi di prestigio o trucchi, ma come magia vera, avendo io svolto un percorso in parapsicologia, sono stato iniziato all’uso esoterico delle carte, e a come l’energia del mago possa essere utilizzata per creare una trasformazione magica delle situazione.

Da tutto questo percorso nasce il mio modo personale di utilizzare la cartomanzia, che metto al vostro servizio.

Questo modo è coerente e allineato con la mia missione su questa terra, che mi è stata data dal mio spirito guida e che è portare il cielo alla terra. Le carte ci permettono di collegarci alle energie celesti del mondo spirituale e ci aiutano a portare qui sulla terra un po’ di quella saggezza divina che ci permette di creare un miracolo nella nostra vita, perché i miracoli avvengono sempre dalla collaborazione con il cielo e la terra, e anche noi possiamo creare il nostro miracolo, un cambiamento in positivo nella nostra vita e in questo io ti assisterò.

Un abbraccio.

Jimmi Fascina

 

Professionista disciplinato ai sensi della legge n° 4/2013